
Biblioteca digitale dell'intera produzione artistica di Giorgio Rizzo

La serie Paradiso svelato di Giorgio Rizzo è caratterizzata da una scelta narrativa non solo di alto significato simbolico ma anche di profondo impatto concettuale visto che, secondo Rizzo, il Paradiso può essere dipinto solo tramite un segno pittorico che mostri una via intimamente contemplativa e spirituale.
Per questo motivo anche le scelte delle misure dei quadri, dei materiali utilizzati e dei colori sono state fatte seguendo un simbolismo specifico e pregnante.
Acrilico, vino, oro e argento su tela
50 x 70 cm
I quadri sono tutti 50 x 70. Nella cabala ebraica il numero 50 è legato al concetto di liberazione, riposo e giubileo. Questo numero è stato scelto come misura anche per riprendere l’ironia sul papa che istituì il primo giubileo, Bonifacio VIII, cioè il papa odiatissimo da Dante che decise di metterlo fra i simoniaci dell’inferno sebbene nel momento in cui l’Alighieri scriveva, non fosse ancora morto. Il numero 70 è, come è noto, il numero dell’unità, della perfezione e della totalità. Inoltre, come dice Gesù nel vangelo di Matteo (18, 21-35) bisogna perdonare a nostri fratelli 70 volte 7 ciò un numero enorme, grande quanto il perdono del padre che è nei cieli.
Acrilico, vino, oro e argento su tela
50 x 70 cm
Acrilico, vino, oro e argento su tela
50 x 70 cm
Anche il cromatismo è molto simbolico, infatti, Rizzo sceglie di utilizzare principalmente due colori.
Il blu che è il colore del cielo, della spiritualità ultraterrena, della serenità ed è il colore di cui viene ammantata la vergine Maria che però ha l’abito rosso ad indicare la mortalità della donna protetta dall’Altissimo, Signore del cielo e della terra. Non a caso, il rosso è l’altro colore scelto da Rizzo.
Ma è un rosso che vira al brunito che ricorda molto il sangue perché è il colore che indica non solo l’umanità e il sangue di Maria ma anche quello di Cristo versato per salvare l’umanità tutta.
E giacché durante il miracolo eucaristico il vino si transustanzia in sangue divino, Rizzo sceglie di usare proprio il vino e non altro pigmento per creare queste opere.
Acrilico, vino, oro e argento su tela
50 x 70 cm
I quadri sono tutti 50 x 70. Nella cabala ebraica il numero 50 è legato al concetto di liberazione, riposo e giubileo. Questo numero è stato scelto come misura anche per riprendere l’ironia sul papa che istituì il primo giubileo, Bonifacio VIII, cioè il papa odiatissimo da Dante che decise di metterlo fra i simoniaci dell’inferno sebbene nel momento in cui l’Alighieri scriveva, non fosse ancora morto. Il numero 70 è, come è noto, il numero dell’unità, della perfezione e della totalità. Inoltre, come dice Gesù nel vangelo di Matteo (18, 21-35) bisogna perdonare a nostri fratelli 70 volte 7 ciò un numero enorme, grande quanto il perdono del padre che è nei cieli.
Acrilico, vino, oro e argento su tela
50 x 70 cm
Acrilico, vino, oro e argento su tela
50 x 70 cm
A questi due colori primari si aggiungono poi la polvere d’oro e quella d’argento che vengono utilizzate nella loro materialità, dunque non sotto forma di semplici colori, ma proprio in tutta la loro preziosità metallica e scintillante.
L’argento, di solito associato alla luna, è simbolo spirituale di purezza, verità e giustizia e simbolo cristiano di redenzione e riscatto.
L’oro invece, associato al sole, alla luce radiante che dona forza e calore è anche simbolo di regalità, non a caso è uno dei doni dei re Magi, e Rizzo qui lo utilizza per rappresentare lo scintillio dell’energia divina, il movimento delle sfere celesti, l’apertura verso l’alto dei cieli e la realizzazione di tutte le potenzialità spirituali dell’Uomo.
Acrilico e polvere di madreperla su tela
50 x 70 cm
Acrilico, argento e polvere di madreperla su tela
50 x 70 cm
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